Chasing the Mad Rabbit

Sessione 29

Diario di Calthas

Frammento 1

…trasparente, come di vetro, ma in realtà dev’essere una sorta di campo di forza magico. Da un lato, dev’essere molto robusto, altrimenti il tunnel sarebbe pieno d’acqua; dall’altro, però, se fosse genuinamente indistruttibile non ci sarebbe bisogno delle pareti di pietra. Mi pregio di avere una vasta conoscenza teorica di tutto ciò che è arcano, ma le applicazioni pratiche non sono il mio campo, e comunque un costrutto del genere è bene al di là delle capacità di qualunque incantatore abbia mai conosciuto. Non ho idea di cosa possa danneggiare un incantesimo del genere, ma se dovessi tirare a indovinare, “colpo di arma in galvorn” sarebbe vicino alla cima della lista. Quindi siamo scesi nel buco prima che Hei potesse cominciare ad annoiarsi.

Frammento 2

Riassumendo, sembra che le creature tentacolari siano un po’ tipiche di queste parti, ma almeno stavolta è toccato ad H&H venire seviziati. Se non fosse stato per le frecce di Johell, non so come ne saremmo venuti fuori; dobbiamo assolutamente procurarci degli altri archi. La prossima volta che abbiamo del tempo libero bisogna che Hei o i nani ne costruiscano un po’, e Johell addestri gli indigeni, ammesso che dopo questo incontro abbiano ancora voglia di venirci appresso.

Dopo aver sconfitto il roper ci siamo fermati un po’, e perfino Hei non ha posto obiezioni. Forse vedere Heruel ferito gravemente gli ha fatto acquisire un po’ di buon senso, ma se è così, l’effetto è stato temporaneo. L’indigeno se l’è cavata per miracolo. Intendo letteralmente; lo ha salvato dio, se no a quest’ora staremmo discutendo di come riportare indietro il corpo (e io avrei avuto modo di rispolverare la mia vecchia orazione intitolata “ve l’avevo detto”).

Dopo esserci rimessi in sesto siamo ripartiti; la caverna prosegue per chilometri e chilometri. Ci siamo fermati di fronte ad un corso d’acqua sotterraneo, molto rapido e violento, la cui forza lo trascina in un cunicolo da cui non c’è ritorno. Acqua dolce, tra l’altro, anche se siamo sotto il fondo marino; ormai ho rinunciato a capire il senso della geologia di questo posto. Ho chiesto a dio se poteva farci arrivare dall’altro lato in sicurezza, e mi ha detto che l’altro ieri mi aveva chiesto se volevo camminare sulle acque, che io gli avevo detto “no, dio, non serve, abbiamo degli indigeni felici di remare per noi”, che adesso uno degli indigeni era quasi morto, gli altri sembravano sempre meno convinti, e noi avevamo bisogno precisamente di camminare sulle acque, che lui me l’aveva detto, e che adesso sono cazzi miei.

Confido di poterlo convincere, tra un po’; quando fa così, poi gli passa. Tuttavia, Hei voleva saltare dentro il fiume immediatamente, e nessuno dei nostri argomenti poteva convincerlo del contrario. Ho chiesto a dio se fosse una buona idea oppure no, e dio mi ha risposto qualcosa di incerto. Mi sembra di aver capito che il concetto fosse il seguente: da un lato, il dragonborn avrebbe smesso una volta per tutte di tentare di farci ammazzare; dall’altro, però, avremmo perso il nostro combattente di prima linea. Un po’ bene e un po’ male, insomma.

Nel riferire l’oracolo ad Hei, non ho usato esattamente questi termini, perché temevo che se la sarebbe presa. Gli ho detto che dio diceva di non farlo, perché sarebbe certamente morto e questa sarebbe stata una terribile tragedia. La cosa ha funzionato, perché il dragonborn si è quietato. L’inganno funziona! Se appellarsi all’autorità divina è così efficace, la prossima volta posso anche non disturbarmi a lanciare l’incantesimo; potrei semplicemente fare un po’ di mumbo-jumbo e poi dire che dio mi ha detto che tutti devono fare come dico io.

In effetti, ho il forte sospetto che nel 99% dei casi tutti i preti facciano esattamente così. “Dio ha detto che dovete darmi dei soldi”. “Dio ha detto che bisogna andare a fare una guerra proprio là”. “Questa stanza piena di dildo e frustini e chierichetti? Uhm… me l’ha detto dio!” Forse in fondo in fondo tutte le religioni hanno un po’ di dominio dell’inganno.

Nelle ore seguenti ho avuto modo di comprendere fino in fondo che cosa intendesse dio con il suo messaggio, perché mentre io volevo solo stendermi da qualche parte e riposare, Hei ha continuato a correre in giro come un furetto cocainomane, prendendosela specificamente con me. Sono stato a un millimetro dall’implorare dio di farlo stare buono, e non l’ho fatto solo perché…

…perché alla fin fine gli voglio bene, anche se vorrei che avesse un pulsante di spegnimento, e penso che dio lo sappia, e che non gli farebbe mai del male.

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filpolo

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